Le nostre collezioni

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Parthenias – Collezione di poesia neolatina

La poesia latina d’epoca umanistica e rinascimentale è stata universalmente additata come memorabile età felice, fulgida testimonianza di poesia di valore tale da superare anche la coeva fioritura della poesia volgare. Questa opinione è quasi unanimemente espressa nelle storie letterarie settecentesche: dal Gravina al Quadrio, dal Crescimbeni al Tiraboschi; ed è opinione, per quanto attiene alla poesia lirica, ancora accetta al Croce, discorde dalla condanna desanctisiana del latino come lingua morta. Alla luce di queste considerazioni, la pratica editoriale è in questo campo particolarmente carente: eccettuati alcuni maggiori, peraltro accessibili soprattutto attraverso scelte antologiche, gli ultimi due secoli hanno rivolto scarsa attenzione alla poesia latina d’epoca rinascimentale e, per accedere a questi testi, la via più facile rimane ancora quella delle edizioni settecentesche. Si intende perciò, con questa collezione, restituire alla nostra tradizione letteraria un patrimonio di poesia che le è proprio e che è indispensabile alla sua conoscenza.

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Feronia – Collezione di poesia

Della poesia italiana si rileggono ancora, restringendo sempre più la cerchia dei titoli, le opere dei cosiddetti “maggiori”. Oppure, quale presunta alternativa, si esplorano temi o autori marginali, pretendendo che questa sola condizione d’oblio ne faccia di per sé oggetto di interesse. Ma dimenticato non è tanto ciò che sta ai margini della nostra tradizione poetica quanto il suo centro stesso. L’avvio della collezione muove dal genere bucolico, dal momento che il mito arcadico svolge un ruolo centrale nella tradizione della poesia italiana. Contrariamente a quanto vuole la condanna romantica della finzione pastorale, proprio nell’ispirazione bucolica, in cui è operante con particolare forza il richiamo alla tradizione classica, la nostra poesia si fa espressione di una coscienza animata da un pensiero critico verso il presente: il Rinascimento italiano infatti all’esistente contrappone non l’inesistente Utopia, ma Arcadia, luogo mitico, certamente immaginario, ma le cui immagini sono sostanziate dallo spirito della civiltà antica.

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Echo – Collezione di traduttori

Al recente interesse critico verso l’ipotesi della traduzione come genere letterario la presente collezione risponde attraverso una serie di testi che, dall’età umanistica alla stagione neoclassica, hanno caratterizzato, nella pratica del volgarizzare, la maturazione della lingua letteraria nazionale. Dedicando spazio particolare a due momenti chiave della vicenda letteraria italiana, il pieno affermarsi del volgare in epoca cinquecentesca e la resistenza classicistica al sorgere del gusto romantico, ci si propone di indagare il fondamentale nodo del rapporto con la tradizione classica attraverso l’oggetto più diretto, ovvero la traduzione-imitazione. L’ipotesi della traduzione come genere, presupposto su cui si sviluppa questa proposta, già trova conferma nella pratica editoriale cinquecentesca, che su tale genere impostava un cospicuo settore di attività; è ancor più significativamente ribadita dalla consapevolezza teorica dell’autonomia di questa attività poetica espressa più volte dai traduttori settecenteschi; crediamo che possa trovare ulteriore conforto nel riconoscimento dell’eccellente qualità dei testi proposti.

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Alethes – Collezione di retorica

Propagandando l’ispirazione contro l’auctoritas, l’originalità contro l’imitazione, il movimento romantico ha messo del tutto al bando la normativa retorica, centrale nella tradizione culturale italiana almeno fino a tutto il Settecento, ma è invece la teoria antimetafisica dei loci a conferire all’espressione linguistica la sua possibilità di ancoramento al reale. Laddove infatti sono i loci communes della retorica e non le categorie filosofiche a organizzare il sapere, è salvo ciò che di concreto sfugge al processo di astrazione. Ad essi è propria una spiritualità capace di trascendere i limiti della caducità del vivente nel superiore rifarsi alla comunità della tradizione. Così va inteso il concetto di imitazione, in cui opera un diverso punto di vista rispetto alle valutazioni distruttive in nome dell’ispirazione. Non si tratta di stanca ripetizione scolastica, di esercizio letterario vuoto e senza significato: attraverso essa si trasmettono contenuti di cui solo l’elaborazione è strettamente individuale, contenuti che trascendono la singola soggettività, per ripresentare, ogni volta di nuovo, intero un mondo di passato, di esperienza e di conoscenza.

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Scrinium – Preziosità letterarie proposte da Giorgio Bárberi Squarotti

L’intento di Scrinium è di raccogliere la preziosità letteraria, l’opera presunta minore, non come l’isolato relitto di un mondo ormai indecifrabile, quanto come tessera ineliminabile di un quadro che, proprio nella scomparsa dei particolari che fan corona, vede la minaccia di uno stravolgimento in cui le sfumature si perdono e i contorni delle figure principali affiorano stilizzate, senza più contatto con l’universo cui appartengono. In questo modo si restituiscono opere dimenticate ma pregevoli, per ritrovare in esse l’intera ricchezza e complessità di una tradizione che è la sola vera identità della nostra letteratura.

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