LAurora
ingannata
di Ridolfo Campeggi
Intermedio primo
Aurora, Venere con le tre Grazie, Amore
Aurora
Cefalo dove sei garzon crudele?
O contraria mia sorte,
Là ve non giunge il piè risuonan forte
I miei tronchi sospiri,
Le mie giuste querele, 5
E pure a miei martiri,
Fero, già non rispondi,
Oimè, dove ti ascondi?
Tu dAmor genitrice,
Che col bel viso adorno 10
Precorri il nuovo giorno,
Pietosissima ascolta
Chi per soverchio amore
Vive in dolore.
Venere
Scopri, amante infelice, 15
Nel profondo del cor tua pena involta,
Che pocarde, o non ama,
Chi soccorso non chiama.
Aurora
Per bellezza infinita
Colma di feritade 20
Infinito è il desire,
Infinito è il martire.
Venere
Fero mostro, empia fera,
È ritrosa beltade,
Misera, io tho pietade. 25
Aurora
Non giova la pietà senza laita.
Venere
Alle tue voglie pronta ecco mavrai,
Agli amorosi guai soccorso spera,
Dimmi langoscie tue, narra gli affanni.
Aurora
De miei penosi danni 30
Questo appunto saprai,
Chamo Cefalo il crudo,
Adorno di beltà, di pietà nudo.
Venere
Se le vaghezze tue, dAmor tesoro
(Onde amoroso appare 35
Il bel volto di rose, il tuo crin doro),
Non potero destare
In quel rigido cor foco dovuto,
Ah sarà forse il mio
Tardo soccorso intempestivo aiuto. 40
Aurora
Desser gradita già non chiedo tanto,
Se ben tanto desio,
Ché quel garzon feroce
Ne cani e ne le fiere ha il cor sepolto,
E perchio lamo intanto 45
Cinge di gelo il core, e dira il volto:
Ahi, chuna sola voce,
Una stilla di pianto
Sdegna mirar, nega dudire, e poi
Masconde ancora il sol degli occhi suoi. 50
Venere
Dunque che brami tu, mia vaga amica?
Aurora
Chei mi si scopra, e il piè fugace e lieve
Non mova al corso (oimè) pria chio gli dica
Il mio tormento greve.
Tu, vaga e bella Dea, 55
Dammi questo contento,
Che sai ben tu che fra le pene amare
E non amato amare
È più crudo martoro
E pria morir, che poter dire: io moro. 60
Venere
Vanne, chio ti prometto
Oprarmi in tuo diletto.
Venere con le Grazie
Amor, nume leggiadro,
Chin vece di ferir lanime furi,
Via più chesperto arcier sagace ladro, 65
Cefalo crudo e fero
Ribellante al tuo impero
Prendi, impiaga, innamora
De la sprezzata Aurora.
Tu, che i cori più saldi, 70
E del macigno ancor più freddi e duri,
Col tuo potere incenerisci e scaldi,
Cefalo crudo e fero,
Ribellante al tuo impero,
Prendi, impiaga, innamora 75
De la sprezzata Aurora.
Amore
Arde Cefalo, ed ama,
Ama sì che non cura
Novamorosa cura.
Arde sì che sol brama 80
Cheterno sia lardore;
Dunque come possio
Far pago il tuo desio?
Come ferir quel core,
Se non può aver un cor più dun amore? 85
Venere
Figlio, la tua possanza
Ognaltra forza avanza.
Amore
Madre, il mio non volere
Mi toglie ogni potere.
Venere
Dunque non vuoi? 90
Amore
Non voglio.
Venere
O fanciul pien dorgoglio!
Amore
O donna dispettosa!
Venere
Figlio superbo e rio,
Parto dorsa crudel, non figlio mio! 95
Non vuo, né avrò mai posa
Fin che lafflitta Aurora io non rimiri
Contenta appien de cari suoi desiri;
E dove non potranno
Le forze aperte, adoprerò linganno. 100
Intermedio secondo
Aurora, Cefalo, Coro di Cacciatori, Eco, e le Grazie
Cefalo
Aura dolce e diletta,
Aura pura e gradita,
Fiato gentil de le celesti sfere,
Il tuo chiaro naletta,
Il tuo fresco ninvita 5
A mirar, a godere
Da queste alte pendici
Le bellezze del mondo alettatrici.
Ecco ne lOriente
Vaga magion del giorno 10
Scoprir le pompe sue nascendo il Sole:
Ei col raggio lucente
Fa che spuntino intorno
Le rose e le viole,
Con cui sadorna poi 15
Procri nel seno i caldi avorii suoi.
Aurora
Odi, Cefalo ingrato,
Bella e cruda cagion de miei tormenti,
Odi gli ultimi accenti
Dun core disperato. 20
Cefalo
Di pure e quante e quali
Sian le tue pene rie,
Ma non sperarmi amante,
Che le viscere mie
Sono duro diamante, 25
E le preghiere tue qual vetro frali.
Aurora
Più non voglio pregarti
(Così potessio dir non voglio amarti):
Vedi miseria estrema,
Tu mi sprezzi, io tadoro, 30
Tu muccidi, io non moro,
E pur quel duro cor non scaldi o pieghi;
Crudele, accetta un don, se sdegni i prieghi.
Cefalo
Inespugnabil sono,
Quel che non poté Amor, non potrà il dono. 35
Aurora
Queste mie chiome bionde,
Queste guancie di rose,
Queste luci gioconde,
Questo sen dalabastro,
Queste poppe amorose, 40
Me stessa al fine, ed ogni mio desio
A te dono, ben mio.
O vago, o vivo scoglio,
Tu non rispondi pur? lassa, chio veggio
Sfavillarti negli occhi ira ed orgoglio. 45
O core di diaspro,
Parla, chaltro non chieggio;
Deh non negare, a chi per te vien meno,
Se troppo è una parola, un cenno almeno.
Cefalo
Non con cenni o con segni, 50
Ma con schietto parlare or ti fo chiaro,
Chèmmi il tuo amare amaro.
Resta, chio tassicuro
Che magghiaccia il tuo ardore,
Che i doni tuoi non curo, 55
Che per te non ho core.
Aurora
Fuggi, garzon feroce,
Fuggi, che pur ti segue addolorata
Lanima mia con questa fioca voce;
Per restar consolata 60
Dovunque andrai fuggendo
(Che sempre fuggitivo, oimè, ti vedo),
Teco verrà lambendo
Lorma gentil del leggiadretto piede.
Questè dunque il conforto, o Dea di Pafo, 65
Da te promesso?
Eco
Esso.
Aurora
Chi mi risponde? or tu chi sei, cui tanto
Movo a pietà del dolor mio?
Eco
Io.
Aurora
Lalma del terzo ciel cui Gnido onora,
Venere bella?
Eco
Ella. 70
Aurora
Deh tincrescano ormai, vaga Ciprigna,
Gli aspri miei guai.
Eco
Ahi.
Aurora
Ahi dolor senza aita, ecco a ragione,
Mio cor, dispera.
Eco
Spera.
Aurora
E che sperar possio quasi la morte, 75
Cha questa solo il duol minvita?
Eco
Vita.
Le Grazie
Siam noi le Grazie, ancelle
Di lei che vince in cielo
Di bellezza e splendor tutte le stelle;
Venere a te ci manda, 80
E per noi ti comanda
Che rassereni il volto afflitto e smorto:
Chavrai, se non contento, almen conforto.
Aurora
Nutrendo andrò col mio pensiero incerto
Di dubbia speme il cor nel dolor certo. 85
Intermedio
terzo
Venere con le Grazie, Adone, il Sonno, Morfeo
Venere
Dove vai? perché parti,
O de lanima mia vero soggiorno?
Ah non partire ancora,
Leggiadro Adon, che il tuo partir maccora;
A pena a queste luci 5
Col tuo solo apparir facesti giorno,
Che col presto fuggir lor notte adduci.
Adone
Non tincresca il partire,
Che più soave fia
Poscia il ritorno ancora, anima mia. 10
Venere
Crudelissima gita,
Spietata dipartita,
Or provo sì, ma più lo prova il core,
Che l più crudo dei mali è il mal damore;
Ma vedi, meraviglia, 15
Per soccorrer lAurora il passo or movo,
Né aita per me trovo.
Eccomi giunta a le cimerie grotte
Del Sonno e della Notte.
Venere con le Grazie
O nel silenzio involti, 20
O ne loblio sepolti,
Che in questo speco ascoso
Agli occhi altrui dormite,
A laura, a laura uscite,
O figli de la Notte e del Riposo. 25
Lasciar non vi sia grave
La quiete soave,
Cha questa chiara luce
Colei vinvita e chiama
Che Diva è in terra, e stella in ciel riluce. 30
Sonno
Deh qual voce or risuona
Fra questombre segrete,
Ladra de la quiete?
Venere
Venere io son, son io
Del vago Cipro il riverito donno; 35
Or non udite? o Sonno,
Te chiedo; o Morfeo, e te bramo e desio.
Sonno
O vago Nume,
O caro lume,
Che i nostri orrori 40
Rischiari e indori
Co vivi rai,
Comanda omai.
Per te fia lieve
Fatica greve, 45
Veloci e pronti
Per piani e monti
Nandremo noi
A cenni tuoi,
Augelli e fiere, 50
Veloci e fiere,
Dolce alettando,
Addormentando
Cotanto forte
Che paian morte. 55
Così dormendo,
Potrai, volendo,
Farne pian piano
Con la tua mano
Care ruine, 60
Nove rapine.
Venere
Di Cefalo crudel, Sonno, io vorrei,
Nel lungo faticar già sazio e stanco,
Chentrando ne belli occhi, or dolci e rei,
Per te quetasse il travagliato fianco; 65
E tu, che del pensier limago sei,
Morfeo, un sogno desio non visto unquanco:
Dorma il garzone, e veggia con la mente
Ne lAurora gentil Procri presente.
Sonno
Non vana è la speranza 70
Chhai de la mia possanza.
Morfeo
Ed io, che Morfeo sono, al poter mio
Fo legge il tuo desio.
Venere
E così, Aurora, sei
Da me servita, e se non quanto appieno 75
Era il pronto voler, come potei.
Venere con le Grazie
Che non può, che non vale
Co vaghi pregi suoi
Oggi beltà fra noi?
Un fiato sol, che bella donna essale, 80
Basta per suscitare in rozzo core
Dolce fiamma dAmore.
Intermedio
quarto
Cefalo, Sonno, Morfeo, Aurora, Titone, Procri
Cefalo
O monti, o colli, o prati, ecco a voi riede
Col veloce pensier pronto il desio,
Anzi, che resta il cor, se parte il piede,
Che in voi sannida ogni diletto mio.
Ma poi challa stanchezza il vigor cede, 5
Ogni altra cura dolcemente oblio,
E gli occhi miei, chaperti star non ponno,
Qui dono in preda a la quiete e al sonno.
Sonno
Tanto lattesi pur, chio il giunsi al varco;
Ei già daffanni scarco 10
Soavemente posa, e dorme queto,
Ondio mi parto taciturno e lieto.
Morfeo
Dorme Cefalo, o finge?
Ah parmi pur che dorma:
Così lamata forma 15
Fia ben chor lappresenti; onde per questo
Visibil parto, ed invisibil resto.
Aurora
O Cefalo spietato,
È questo il guiderdon de la mia fede,
Il premio de miei guai, 20
La merzé del dolore,
Fuggirmi a tutte lore?
Dove sei? dove stai?
Ah rispondemi omai,
Che questo sol desio. 25
Cefalo
Dolce cor mio.
Aurora
Odi voce soave,
Soavissimo suono.
Stolta, mentre ragiono
Non miro il mio bel sol? non veggio quello 30
Chha del mio cor la chiave?
O precioso ostello,
Dove nasce la luce
Chal mio ben mi conduce!
Che fai tu qui soletto, 35
Amato mio diletto?
Stanco forse pigliar cerchi ristoro?
Cefalo
Sì, mio tesoro.
Aurora
O parole amorose,
Con opportuna aita 40
Voi mi date la vita.
Vaghe labbra di rose,
Concedetemi almeno (e premio sia
De laspra pena mia,
De linterno mio duolo) 45
Un bacio, un bacio solo.
Per sì caro desire
Io mi sento morire,
Si liquefa col cor lanima insieme.
Cefalo
Viva mia speme. 50
Aurora
Pietosissima Dea,
Quelle grazie ti rendo
Cui deggio e so, poiché per te comprendo
Che è vero quel contento
Che nasce da tormento; 55
Labbra cortesi e pie,
Datemi in parte omai, se non in tutto,
Il desiato frutto
De le miserie mie,
De miei penosi guai. 60
Cefalo
Baciami ormai.
Titone
Ferma laudaci labbra (o troppo ardita)!
E ben fermar le dei,
Che quei baci son miei.
Tu, tu dal letto uscita, 65
Lasciasti, sol per far la scorta al Sole,
Del tuo Titon le membra e fredde e sole.
Or ecco a mezzo il giorno:
Quando fia il tuo ritorno?
Ah veggio sì quanto veder mi spiace, 70
E grida il cor, se ben la lingua tace.
Procri
Oimè, che veggio? oimè vista dolente,
Questè la pura fé, Cefalo infido,
Questo è, garzon crudel, lamore ardente?
O già del mio sperar ricetto e nido, 75
Così tradirmi? or io limmenso amore,
Che per te marse il cor, sveno ed ancido.
Queste lagrime mie, cui verso fuore,
Sono il sangue di lui, perché nel seno
Cadendo estingua il mal gradito ardore. 80
Deh, perché il pianto (oimè) non è veneno?
Che bevendolo or or, mi fora grato
Col mio morir farti contento appieno,
Cefalo traditor, Cefalo ingrato!
Titone
Or dunque affretta il piè dubbioso e tardo. 85
Aurora
Io mi sento morire.
Cefalo
Ah non partire!
Procri
Ed io tutta di sdegno avampo ed ardo.
Titone
Deh vieni, e non tardare.
Aurora
Oimè, chio moro! 90
Cefalo
Ahi, che martoro!
Procri
Ed io di rabbia e giel mi discoloro;
Statti, che dal tuo aspetto io mi dileguo.
Cefalo
Perché fuggir? deh ferma, ed io ti seguo.
Oimè, son desto o dormo? 95
O sol deglocchi miei,
Procri mia, dove sei?
Comesser può che sia
Quasi sparita a volo
Lalma de lalma mia? 100
Ah pur mi chiese un bacio, e un bacio solo;
Ma guidatemi voi, orme inchinate
A quelle stelle amate,
Che non lavendo appresso,
Aborro questa luce, odio me stesso. 105