Proposte
di correzioni e aggiunte al GDLI
Assùrgere, in
forma transitiva, `innalzare', non è attestato nel GDLI, che per la forma
intransitiva dà come prima attestazione un'occorrenza ariostesca. A. F.
Raineri, Cento Sonetti (Milano 1553; ora in corso di stampa a cura di R.
Sodano, Torino, Res, p. 13): "e fra mill'altri onori V'assorga il Tebro,
il Vatican v'inchine". (r.s.)
Chiaccóna,
variante di Ciaccona ignota al GDLI. Si consideri anche che il GDLI per Ciaccona
riporta due sole attestazioni, la prima dal Torracchione desolato di
Bartolomeo Corsini (databile al 1660 e stampato nel 1768), la seconda dal Ricciardetto
del Forteguerri. La citazione da G. F. Busenello, Didone (Venezia 1641;
ora qui p. 34) retrodata dunque l'attestazione: "È il tuo cervel che vola,
E batte con le piume una chiaccona". (d.c.)
Galla, sbuffo
dell'abito, ai polsi o alle caviglie; accezione non registrata nel GDLI. A. F.
Raineri, Pompa dei poeti amorosi, in Cento Sonetti (Milano 1553;
cit., p. 174): "Et in piè stivaletti di corame argentato, intagliati et
annodati con fettuccia morella e gialla, e con le galle di velo candido,
ch'usciano fuor dei stivaletti molto leggiadramente". (r.s.)
Girèllo, parte
dell'armatura destinata a proteggere le reni, ma anche, più genericamente, la
guarnizione di un abito sempre all'altezza delle reni. Il GDLI ne cita come
prima attestazione un brano dei Dialoghi di Leone de' Sommi; la seguente
citazione vale come retrodatazione. A. F. Raineri, Pompa dei poeti amorosi,
in Cento Sonetti (Milano 1553; cit., p. 173): "Et attorno ai
fianchi era adornato d'un ricchissimo girello di broccato d'oro crespo e largo,
con un rovescio a foggia di lattuca in cima, dove si cinge, et un simile
ornamento alle spalle, dov'incominciano le braccia". (r.s.)
Mantenére, porre
a cimento, contendere, disputare. Il GDLI non registra questa accezione, ma
alcune occorrenze di significato simile con la definizione "Sostenere,
affrontare (un combattimento, un duello, un torneo)". Ad esempio, la
seconda attestazione fornita è dalle Descrizioni degli apparati medicei
per nozze di Raffaello Gualterotti: "Domenica, a gli undici d'ottobre,
fu mantenuto un saracino da tre schiavi d'amore, con leggi e modo nuovo, ma
lodevole". Alcune occorrenze nelle Esposizioni di Girolamo Raineri
ai Cento Sonetti del fratello Antonfrancesco possono servire a una
migliore definizione della voce; si tratta di commenti a Stanze "composte
sovr'a diverse invenzioni, d'archi, di giostre, di giuochi, di mascarate,
e d'altre pompe" organizzate a Milano da Carlo Visconti. La seconda di
dette Stanze ad esempio è fatta "Sovr'una giostra, nella qual
si mantenne una compita lealtà, con la prova dell'arco dei leali amatori"
(cit., p. 136), dunque una sorta di torneo cavalleresco ispirato all'episodio
dell'Amadis di Gaula: mantenere qui, come chiariranno meglio
gli esempi successivi provenienti dal medesimo contesto, non ha il senso di
`difendere' o di `conservare', ma di `porre alla prova delle armi' la propria
lealtà. Il commento alla terza stanza recita: "Sovr'una giostra, nella
qual mantenendo, si fece acquisto de la custodia dello scudo d'oro mandato
dalla Reina d'Islanda a l'Ecc. del S. Don Ferrando" (cit., p. 137), ovviamente
Ferrante Gonzaga, governatore di Milano; e quello della quarta, "Sovr'una
giostra, nella qual mantenendo, si guadagnar molte spoglie amorose di cavallieri
aventurosi" (cit., p. 138). In questi due ultimi esempi mantenere
è usato assolutamente, dunque non sta per `sostenere, affrontare (un duello
etc.)' quanto per `contendere, disputare, cimentarsi'. Sarà ancora da sottolineare
come nell'esempio del Gualterotti mantenere non può essere inteso nel
significato di `affrontare': il saracino infatti è il fantoccio di
legno bersaglio della quintana, oggetto del `contendere' dei tre schiavi
d'amore impegnati nella giostra. (r.s.)
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